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D. 27/05/2004 n. 131. Interferenze con l'attuale tracciato della linea ferroviaria Orte-Falconara. Si prescrive: . per quanto riguarda l'attuale tracciato della linea ferroviaria Orte- Falconara che gli elaborati relativi a tutte le opere in attraversamento della sede ferroviaria (ponti, sottovia, ecc.) dovranno essere preventivamente esaminati ed approvati da RFI. Si raccomanda: . per quanto riguarda i tratti in avvicinamento tra il tracciato stradale e quello ferroviario un preliminare confronto tra i tecnici di RFI e quelli del soggetto aggiudicatore per esaminare congiuntamente le eventuali necessità di dettaglio. 2. Interferenze con il futuro tracciato RFI. Si raccomanda: . un preliminare confronto tra i tecnici di RFI e quelli del soggetto aggiudicatore per esaminare congiuntamente le eventuali necessità di dettaglio da inserire nel progetto esecutivo, relativamente alle sottoindicate interferenze segnalate da RFI: -interferenza tra l'imbocco delle nuove gallerie stradali Collalto con le nuove gallerie ferroviarie Fossato (km 0+575 circa della carreggiata nord), in quanto dall'analisi comparata dei due progetti risulta una distanza minima altimetrica tra le gallerie pari a circa 15 m (essendo la ferrovia più in basso rispetto alla S.S. 76); - interferenza tra la galleria stradale di valico con le nuove gallerie ferroviarie Fossato (km 5+200 e km 6+300 circa della carreggiata nord). Area di deposito dello smarino. Si raccomanda che l'area prevista nella cava dismessa di Ponte Chiaradovo per il deposito del materiale di scavo di ottima qualità in eccedenza dai riutilizzi, il cui successivo reimpiego e/o cessione a terzi avverrà durante un periodo probabilmente anche superiore a quello previsto per il completamento dei lavori, non interessi il tracciato dalla futura linea ferroviaria (nel tratto compreso tra l'uscita della galleria Ponte Chiaradovo, il viadotto Esino 5 e l'ingresso della galleria della Rossa II) e dalla piazzola di emergenza (con elisuperficie) a servizio delle future gallerie ferroviarie. Allegato 5 ASSE VIARIO MARCHE-UMBRIA E QUADRILATERO DI PENETRAZIONE INTERNA PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 2° Maxilotto - 2° stralcio Pedemontana marchigiana (Progetto preliminare) Parte A Prescrizioni: Di ordine generale: 1. Recepire e sviluppare le misure di mitigazione e compensazione, puntuali e di carattere generale, previste negli Studi d'impatto ambientale ed integrarli alla luce delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici; prevedere compensazioni per un importo almeno pari al 2% dell'importo dei lavori. 2. Elaborare un progetto di Monitoraggio ambientale secondo le Linee guida predisposte dalla Commissione speciale VIA; i costi dell'attuazione del monitoraggio dovranno essere indicati nel quadro economico del progetto definitivo e saranno compresi nei costi previsti al punto 1. 3. Inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell' appaltatore delle infrastrutture (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere. 4. Anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto. 5. Predisporre quanto necessario per adottare, prima della data di consegna dei lavori, un Sistema di gestione ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE 761/2001); Aspetto ambientale: flora e fauna: 6. Prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la diversità biologica (soprattutto in prossimità di aree protette) e di consentire la produzione di materiale vivaistico locale. 7. Sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di maturazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica; assumere come riferimento: «Linee guida per capitolati spe- ciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente Servizio VIA, settembre 1997, e altri manuali qualificati quali, ad esempio: «Atlante delle opere di sistemazione dei versanti » dell'APAT, 2002; «Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica » della regione Lombardia, 2000; «Manuale di ingegneria naturalistica» della regione Lazio, 2001. 8. Approfondire la caratterizzazione dello stato del paesaggio nell'ambito del monitoraggio ante operam, anche con un rilievo fotografico esteso ad una fascia profonda almeno 100 metri dai limiti delle aree: di particolare sensibilità paesaggistica, di cantiere da ripristinare, interessate da misure mitigatrici, interessate da eventuali opere da dimettere. 9. Assicurare corridoi protetti di attraversamento della fauna, in numero, forma e dimensioni adeguati. 10. Riportare nelle cartografie di progetto i corridoi ecologici e le aree di collegamento individuando le specie animali interessate così come indicati nei PTC di Ancona e Macerata. 11. Individuare gli impatti e le mitigazioni sulla base di carte faunistiche dei siti di riproduzione, alimentazione e rifugio, anche elaborate sulla base della bibliografia esistente e documentata. 12. Dettagliare un piano tipologico post-collaudo di durata almeno quinquennale per la manutenzione e cura dell'arredo verde con i relativi costi stimati, con particolare riferimento alla componente arborea e arbustiva prevista. Gestione del territorio: 13. Dettagliare qualitativamente e quantitativamente i materiali derivanti dalle attività di cantiere e indicarne le modalità di smaltimento;V fornire i relativi codici CER. 14. Dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo; per lo smaltimento di quelli di esubero, definire il Piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di stoccaggio definitivo; prevedere le modalità di conservazione della coltre vegetale derivante dagli scavi nel caso se ne preveda il riutilizzo; fornire i relativi codici CER. 15. Valutare i materiali utilizzati mediante una stima percentuale dei materiali recuperati in rapporto all'utilizzo del materiale vergine relativamente all'approvvigionamento dei materiali occorrenti per la realizzazione delle opere previste in progetto. 16. Predisporre i progetti di coltivazione e di recupero per le cave di prestito e deposito, in accordo alla normativa nazionale ed a quella regionale. 17. Definire la dislocazione delle aree operative e la relativa logistica, privilegiando aree interstiziali o prive di vincoli e riducendo comunque al minimo l'occupazione di aree di pregio ambientale ed inoltre definire i cronoprogrammi dei singoli interventi e dei singoli cantieri in maniera da minimizzare le problematiche di traffico locale e/o di sensibilità alle emissioni acustiche, sia in termini di durata complessiva, che di operatività diurno/notturna, che di sovrapposizioni cumulative degli effetti. 18. Predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi di quest'attività in termini di: percorsi impegnati; tipo di mezzi; volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati; percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate; messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili. Acquiferi, idrogeologia, idraulica: 19. Dettagliare le misure proposte per evitare che la realizzazione e l'esercizio della infrastruttura in argomento influisca in modo non percepibile a) sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee; b sul regime idraulico c) sull'ecosistema proprio della porzione del reticolo idrografico interessato; 20. Approfondire la caratterizzazione degli acquiferi interferiti dall'opera di progetto con indagini geologiche e geognostiche, anche di tipo geofisico che permettano di conoscere le condizioni di infiltrazione, circolazione ed emergenza delle acque sotterranee. Inoltre: prospettare le misure di compensazione ambientale degli eventuali abbassamenti della falda; adottare, ove possibile, tutti gli accorgimenti idonei ad evitare che, in fase di scavo e nelle fasi successive, si possano verificare abbassamenti della falda che provochino impatti sull'ambiente esterno; garantire l'approvvigionamento idrico delle aree interessate approntando un piano di approvvigionamento idrico alternativo nel rispetto della legge n. 36/1994 - Disposizioni in materia di risorse idriche. 21. Dettagliare la qualità e quantità degli scarichi in fase di cantierizzazione e le misure proposte per evitare il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente. 22. I tombini dovranno essere posizionati in asse secondo il fosso ed in modo tale da non modificare il naturale andamento del corso d'acqua. I manufatti e gli scavi, salvo pile e spalle degli attraversamenti, dovranno essere realizzati ad una distanza di almeno metri 10 dal piede esterno degli argini o dalla sommità delle sponde di tutti i corsi d'acqua. Per i rilevati, purchè non sorretti da opere di sostegno, dovrà essere rispettata la distanza di metri 4. Si ricorda che si tratta di divieti assoluti imposti dal R.D. n. 523/1904, art. 96, lett. F). 23. Posizionare le spalle dei ponti e dei viadotti al di fuori dell'alveo. Per ciascuno scarico, in qualunque corso d'acqua dovrà essere presentato un progetto completo includente fra l'altro la sezione e lo stralcio planimetrico e catastale e prevedente le opere necessarie ad evitare erosioni. 24. Valutare le possibili interferenze con la galleria drenante e le altre opere di drenaggio che alimentano l'acquedotto comunale di Matelica. 25. Realizzare all'altezza dello svincolo di Cerreto d'Esi, un rilevato «trasparente » tramite idonee aperture di collegamento dato che il tracciato interferisce con un'area a rischio idraulico individuata nel PAI con codice identificativo E-12-0025 e grado di rischio R1. 26. Prevedere, ai fini del bilancio idrico e del deflusso minimo vitale, lungo i tratti del tracciato a mezzacosta e in trincea in cui viene intercettata la falda topografica, la realizzazione di opere drenanti che raccolgano le acque e le restituiscano ai corsi d'acqua principali. 27. Dimostrare analiticamente l'efficienza idraulica dei sistemi drenanti previsti nel progetto di consolidamento del pendio sia per quanto riguarda interasse e profondità che gli effetti drenanti delle opere da realizzare (profondità di abbattimento della falda idrica scaturita della verifiche di stabilita). 28. Dimensionare analiticamente le verifiche idrauliche di tutti gli attraversamenti dei corsi d'acqua per tempi di ritorno duecentennali. 29. Concordare con il gestore del servizio idrico le scelte progettuali di spostamento e costruzione delle infrastrutture del servizio idrico, al fine di superare le interferenze tra il progetto e le infrastrutture esistenti. 30. Valutare, qualora lo studio mettesse in evidenza un rilevante impatto sulle falde esistenti, le caratteristiche idrogeologiche del sito mediante il prelievo di campioni e di analisi chimiche e prevedere un monitoraggio delle portate delle sorgenti in fase di esecuzione e adottare di conseguenza le soluzioni progettuali idonee. Geologia e geotecnica: 31. Prevedere, per i tratti di strada in progetto interessati dai movimenti franosi, ai fini dell'ottemperanza della norma statale e, di conseguenza, a quanto stabilito dalle norme di attuazione del PAI, l'approfondimento delle indagini geologiche, geomorfologiche e geotecniche; in particolare dovranno essere eseguite apposite indagini geognostiche ed analisi di laboratorio al fine di stabilire per ogni dissesto rilevato o elemento geomorfologico che può generarlo |
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